Psicologi, esperti, insegnati, dottori…in molti si chiedono e studiano quali possano essere i mezzi più adatti e significativi per spiegare e fare conoscere ai più piccoli realtà scomode o dolorose, come il bullismo.

Facile non lo è di certo. Soprattutto quando si vuole trattare l’argomento spinosa e sempre più dilagante del bullismo, è necessario essere in grado di trasmettere il giusto messaggio per farne capire ai bambini l’importanza usando un linguaggio quanto più possibile accessibile.

bullismo mele fb

In questo arduo compito sembra esserci riuscita pienamente una maestra inglese, Rosie Dutton, usando nient’altro che una mela, anzi, due mele.

Forse stanca dalle continue notizie che passano ai telegiornali sui casi di bullismo, Rosie è entrata nella sua classe portando due mele. Ad insaputa dei suoi alunni, la maestra aveva prima buttato a terra svariate volte una delle due mele. Nonostante l’impatto con il terreno, i due frutti sembravano perfettamente identiche.

Parlando con i bambini, Rosie ha chiesto loro cosa ne pensavano delle due mele portate in classe. Oviamente questi hanno risposto che sembravano entrambe buone e belle.

Poi, di sorpresa, Rosie ha buttato per terra, davanti ai bimbi, la mela già ammaccata di nascosto, gridando quanto questa fosse disgustosa invitando gli alunni a fare lo stesso.

Inizialmente sorpresi, i bambini hanno poi iniziato con la maestra ad offendere la mela.

Poi, l’insegnante ha fatto passare di mano in mano la mela “sana” riempiendola di complimenti per quanto fosse perfetta, e, solo alla fine, ha tagliato entrambi i frutti. Per quanto all’esterno i frutti sembrassero identici, la mela offesa, bullizzata, era scura e ammaccata al suo interno, l’altra era ancora fresca.

Con questo esperimento i bimbi hanno capito quanto dannoso sia il bullismo.

Queste le parole di Rosie Dutton: «Hanno subito capito che quello che era successo alla mela disprezzata è ciò che capita a chi è vittima di insulti, molestie e derisioneHanno imparato che le azioni hanno sempre delle conseguenze. Quando le persone sono colpite dal bullismo, in particolare i più piccoli, si sentono malissimo dentro anche se spesso non mostrano o raccontano quello che provano. Da fuori, sembrano stare bene, proprio come la mela. Se non avessimo tagliato in due la mela, non avremmo capito quanto male le avevamo causato.

Al contrario delle mele però, noi abbiamo la capacità di fermare questa cosa. Noi possiamo insegnare ai bambini che non va bene dire cose cattive agli altri e possiamo discutere di come quello che facciamo faccia sentire gli altri.

Possiamo insegnare ai bambini ad aiutare gli altri e a fermare ogni forma di bullismo, proprio come ha fatto oggi una bambina, che si è rifiutata di insultare la mela.

Le ferite e il dolore peggiorano sempre di più se niente e nessuno fermerà il bullismo che le provoca.

Forza, creiamo una generazione di bambini gentili e a cui importa degli altri”.

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